alice lifestyle leonardo marcopolo

L’importante è arrivare al 24 del mese. La parola d’ordine è resistere, resistere, resistere perchè questi ultimi giorni prima del Natale rischiano di trasformarsi in un’odissea. Che buffo, anche l’Odissea di Omero è composta da 24 canti… un caso?

Quest’anno il Natale non sarà il solito trionfo del consumismo indotto che ruota intorno ad una tavola imbandita, a un albero seppellito di regali. La crisi riuscirà a farci riscoprire che Natale è la festa delle feste, è il profumo dell’infanzia, della nostalgia, è la festa della memoria, della famiglia, dei bambini. Sarà anche mal di testa, faccende domestiche e alka selzer a gogò, ma gradito male che si ripete sempre uguale, per fortuna!

In questi anni per la crisi economica che attanaglia il Paese, e il mondo intero, le luci del Natale rischiano di essere meno brillanti del solito. Gli ottimisti dicono che sarà dura, gli altri parlano di stringere la cinghia… ma a Natale un po’ di sostanza ci vuole! Nello schizofrenico carosello gastronomico di mode e novità in cui sguazziamo, le parole d’ordine saranno semplicità e rigore, perciò piatti lesti di poca spesa e gusto prelibato.

Ma fino a Capodanno come affrontare questa orgia culinaria? In famiglia, what else? Organizziamo un’allegra macchina da guerra: tutti in cucina a spignattare! Auguri.

Share This