alice lifestyle leonardo marcopolo

Nel cuore di Brera c’è un pezzettino di Parigi dove il grigio di Milano non arriva mai. Qui niente è quello che sembra: la chiesa di San Carpoforo è sconsacrata e il pub Le Pecore è gestito dai cristiani evangelici.
Via Fiori Chiari è strada per gente fuori dal comune, dove tra pittori e chiromanti puoi incontrare perfino un calciatore esperto d’arte moderna. Parigino da tre generazioni, è qui che Jonathan Zebina ha aperto la sua galleria, al numero 16.
«Adoro Milano, è la città più “facile” e internazionale d’Italia – ha raccontato il difensore della Juventus – E in particolare adoro questa strada, ha davvero il respiro di Parigi. Per questo l’ho scelta come sede della JZ Art Trading».

Prima di essere ricordato per ospitare la prima galleria d’arte aperta da un calciatore, quel palazzo è stato casa e studio di Piero Manzoni.
«Quando ho visto la targa che ricordava Piero Manzoni ho capito che era un segno del destino: se il più importante artista concettuale italiano aveva lavorato lì, io dovevo aprire la galleria e dovevo farlo lì, nel cuore di un quartiere che pulsa arte e curiosità».
Curioso è anche il nome della strada, via Fiori Chiari, e del suo prolungamento, via Fiori Oscuri. Giorno e notte, ma anche Bene e Male. Tradizione vuole che ai Fiori Chiari sorgesse un tempo un istituto per pie fanciulle, e che ai Fiori Oscuri ci fosse per contrappunto un bordello.

Da Montanelli a oggi
In realtà di case chiuse ce n’erano anche in via dei Fiori Chiari. Come quella della signorina Wanda, in cui difesa Montanelli scrisse il pamphlet Addio Wanda! al varo della legge Merlin. L’intero quartiere era chiamato Contrada de Tett’ (una parte per il tutto…) già nel Settecento.
Oggi l’atmosfera bohémienne è evaporata, ma si può ancora incontrare il manager folgorato sulla via del profitto che ha rinunciato a dirigere la scuola di e-learning per importare oggetti d’arte tibetani. Passatelo a trovare da Ethnobrera, all’8. L’aristocratica via Fiori Chiari mantiene sotto pelle le sue pulsioni popolari: un’allegria solare, il gusto di stupire, le voci alte. Ogni giorno davanti alle vetrine degli antiquari e delle gallerie dipingono i pittori di strada. La sera si spengono le luci elettriche e si accendono le lanterne, i tavolini dei locali alla moda confinano con quelli delle maghe che leggono la mano o le carte, mentre nei bar storici comitive di modaioli si stringono agli studenti dell’Accademia.
Non solo perché le auto non possono entrarvi, via Fiori Chiari dev’essere esplorata a piedi. Ogni metro va centellinato. Nemmeno i negozi delle griffe della moda riescono a essere cafoni, e raramente i cortili e le vetrine non nascondono una sorpresa. Come quella di pranzare nella perfetta riproduzione del vagone ristorante dell’Orient Express, fermo a Brera in attesa di ripartire per Parigi.

Affari di strada
Via Fiori Chiari è una delle poche strade di Milano sempre vive, di giorno e di notte, feriali e festivi. Ma è la terza domenica di ogni mese (agosto escluso) che rivela tutta la sua anima. Da vent’anni gallerie e negozi esclusivi abbassano le saracinesche e lasciano il posto alle bancarelle di un mercato dell’antiquariato di livello, ma dove si possono fare buoni affari.
Un multiplo di Schifano a meno di mille euro, un tappeto persiano autentico, gioielli antichi, foto d’autore, artigianato orientale e cimeli di guerra si affollano in poche centinaia di metri: i pezzi importanti seguono le quotazioni di mercato, ma complice la crisi per quelli appena più comuni bastano poche decine di euro. Insomma, i mercanti di Brera non se la tirano. Anzi, sono tra i più disponibili e competenti. E a chi non vuole spendere resta lo spettacolo per gli occhi di un mercato sofisticato ma non snob, pulito e ordinato quanto basta, arricchito da mostre e manifestazioni collaterali, artisti di strada e caffè e ristoranti aperti, quasi tutti con dehors.

Dove dormire

Antica Locanda Solferino
Nel 1926 era un piccolo albergo di paese, dagli Anni 70 è il centro di riferimento per gli artisti che gravitano intorno a Brera. Grande attenzione all’accoglienza (massaggi, biglietti per spettacoli, autista) e undici camere arredate con mobili antichi, ma dotate di tutti i comfort moderni. Wi-fi (gratis) compreso. Da 180 euro la camera doppia.
Via Castelfidardo 2, tel. 02 65 70 129
www.anticalocandasolferino.it

Dove mangiare

Torre di Pisa
Classica trattoria toscana dove non è strano incontrare manager, imprenditori, e modelle. Tra i patti: la peposa dei fornaciari, il capretto al forno e la robespierre di fiorentina. Conto sui 45 euro.
Milano, via Fiori Chiari 21| tel. 02874877
Chiusura: Sabato (mattina)
Ambiente: accogliente, rustico
Cucina: toscana.

Shopping

Ethnobrera
Gioielli, soprammobili, quadri, complementi d’arredo, tessuti ed elementi architettonici. Un mix di antiquariato e artigianato fatto spesso di pezzi unici provenienti da più di 20 diversi paesi nel mondo: unico denominatore comune, sono tutti testimonianze delle culture che li hanno prodotti. No all’etnico per turisti. Benvenuti i viaggiatori.
Via Fiori Bianchi 8, tel. 02 72 09 50 50
www.ethnobrera.it

llCirmolo
Questo paradiso dell’antiquariato esiste da più di quarant’anni ed è gestito da un gruppo di deliziose e premurosissime signore, il che fa un po’ “Arsenico e vecchi merletti”: tra mobili in noce e porcellane inglesi, conquistano i manichini, i modelli anatomici, le vecchie bambole, i pendolini da medium… Tutto rigorosamente d’epoca.
Via Fiori Chiari 3, tel. 02 80 52 885
www.ilcirmoloantiquariato.it

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