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A tre anni dal suo ultimo lavoro “Venuto al mondo”, vincitore del Premio Campiello 2009 e bestseller, Margaret Mazzantini torna con un nuovo romanzo, in vetta tra i libri più venduti al momento. “Nessuno si salva da solo” è l’autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa: quella tra Delia e Gaetano.

La loro è una storia abbastanza comune: si sono conosciuti, innamorati, amati, sposati e hanno fatto tre figli. Ad un certo punto della loro relazione qualcosa non ha funzionato e si sono allontanati. 

Si rivedono una sera, per una cena che avrebbe molti motivi di essere e anche nessuno. Sì, perché non è una cena per chiarire, per pianificare, per riconciliare. O forse lo è, nelle intenzioni ma non nei fatti. Vedersi e parlare serve ad entrambi per rianalizzare, attraverso i ricordi, tutta la loro storia in maniera personale, senza condividere tutti i pensieri con l’altro perché l’altro non ha più diritto di conoscerli. Una cena breve ma lunghissima dalla quale si alzeranno con qualche certezza in più e qualche dubbio in meno.

Storia di una coppia in crisi che ha smesso di lottare, Nessuno si salva da solo, è un racconto magistralmente narrato dalla sua autrice, Margaret Mazzantini, che parla al lettore accompagnandolo per mano nella storia dei due protagonisti raccontandoci tutto di loro: la loro infanzia, l’adolescenza, la maturità, l’unione e la separazione.

L’incontro e la cena diventano il pretesto per rianalizzare il rapporto di Gaetano e Delia, pieno di contraddizioni e di difficoltà, soprattutto psicologiche, dove i caratteri diversi riescono a scatenare litigi anche per le cose meno importanti.
Il diverso modo di affrontare le situazioni e la vita porta i due a chiudersi a riccio invece di condividere con l’altro i propri pensieri e le proprie paure; e in questo libro le paure di una coppia sposata con figli ci sono proprio tutte, anche le più spaventose, come quella di desiderare che i propri figli spariscano.

Ecco, è proprio in questi momenti che il libro vince, quando racconta i sentimenti sporchi, sbagliati e inevitabili che la maggior parte delle coppie nasconde sotto il tappeto perché ha paura di ammettere.
Ci sono momenti che, grazie alla capacità descrittiva dell’autrice, fanno mancare il fiato per la freddezza con cui vengono lanciate verità durissime addosso a chi legge, che si trova senza argomenti per ribattere.
Una storia in cui tutti sbagliano e non si riesce a parteggiare per nessuno: due vite piene di rimorsi, rancori, rimpianti, dubbi e scelte sbagliate.

Un libro che si legge tutto di un fiato e che ha un valore aggiunto: porta il lettore ad immedesimarsi, a mettersi in discussione e a riconsiderare le proprie certezze.

Margaret Mazzantini, di madre irlandese e padre italiano, vive a Roma con il marito Sergio Castellito e i loro 4 figli. Ha esordito nella narrativa nel 1994 con Il catino di zinco, cui sono seguiti Manola (1999), Non ti muovere (2001, Premio Strega e premio Grinzane Cavour), che l’ha consacrata tra le maggiori autrici italiane, il monologo teatrale Zorro (2004) e Venuto al mondo (2008, premio Campiello 2009).

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