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La bellezza sta nelle cose semplici…così diceva Coco Chanel, icona di stile, eleganza e, in particolare, esempio per chi della moda ne ha fatto uno stile di vita.

A distanza di quarant’anni dalla sua morte, le Edizioni Lindau presentano un libro dal titolo La bellezza sta nelle cose semplici. Un libro che racchiude la forza, lo stile e l’intensità della vita di Coco Chanel, testimoniati dalla sua amica Claude Delay.

Pubblicata la prima volta nel 1971, con lo pseudonimo di Claude Baillén, la biografia più intima e personale di Chanel è stata ampliata e ripubblicata dieci anni dopo ed è stata pubblicata in Italia in una nuova edizione rivista dall’autrice, che ha così potuto correggere delle inesattezze apparse nella edizione originale e in quelle finora tradotte.

È la biografia scritta da Claude Delay, che è stata l’amica più intima di Coco Chanel negli ultimi dieci anni di vita della grande stilista. Scrittrice e psicanalista, ne ha condiviso confessioni, ricordi, speranze, che in questo libro rievoca con una scrittura sapiente e attenta alle sfumature, alla ricerca della verità più profonda e nascosta dell’animo umano.

Dalle sue pagine emerge il ritratto di una donna ambiziosa, inquieta, instancabile sul lavoro, preda di paure profonde e di passioni incontrollabili, ma soprattutto vittima di delusioni brucianti e di una solitudine che nessun amore né amicizia né trionfo riuscirono a cancellare.
Il ritratto di Chanel scritto dalla Delay inizia così, «dalla fine», da un’intimità nata dieci anni prima nella boutique Chanel di rue Cambon, tra la grande signora della moda e una giovane cliente: una affinità divenuta nel tempo un’amicizia vera, quotidiana, senza segreti, cui Chanel si affidò con crescente fiducia raccontando di sé, delle ferite dell’infanzia, dei suoi abiti, dei successi e delle sconfitte.

E, naturalmente, degli uomini della sua vita: il padre Albert, il grande e tragico amore Boy Capel, gli amanti famosi – il duca di Westminster, il granduca Dimitri Romanov, Pierre Reverdy, Paul Iribe –, gli amici celebri, come Djagilev, Picasso, Misia Sert, Cocteau, Colette…

Il racconto di Claude Delay rappresenta, dunque, un caso a sé nella lunga serie di libri dedicati a Chanel perché riproduce con assoluta fedeltà la «voce» stessa della creatrice di moda, le sue emozioni, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, senza intenti celebrativi, ma con l’obiettivo di far conoscere una donna che fu eccezionale, ma anche infinitamente naturale.

Ma è anche una biografia per immagini: sono infatti una settantina le fotografie che costellano e accompagnano il racconto della vita della creatrice di moda più amata di tutti i tempi.

Ho conosciuto Coco Chanel in Rue Cambon, sul finire della sua vita. Per caso, quel caso di cui lei aveva fatto la propria superstizione.

Entrò nel suo negozio, dove stavo scegliendo un foulard stringendo dei libri sotto il braccio. “Lei è fortunata ad avere il tempo di leggere”, mi disse. “Io, invece, vivo come una prigioniera. Venga a fare colazione con me un giorno”.

Era così intensa, così accattivante sotto la sua paglietta dispotica, al fondo della scala aggrappata agli specchi, che indistintamente sentii su di lei gli effluvi del suo profumo e quelli, più proibiti, di una inalterabile adolescenza.

Claude Delay

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