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Tante volte abbiamo sentito parlare di intolleranze alimentari e dei fastidi che comportano al nostro organismo. Seppur con qualche sacrificio, è abbastanza facile trovare un rimedio quando sono gli adulti ad essere intolleranti.

Ma che fare se ad essere intollerante a qualche alimento è un neonato?

Iniziamo col dire che l’intolleranza al lattosio è, ad oggi, una delle intolleranze più diffuse tra adulti e bambini. Ne sono affetti circa il 2% dei bambini.

Per bambini s’intendono anche neonati con meno di un anno. Molte volte, infatti, fin dal secondo mese di vita, i neonati iniziano ad avvertire i primi sintomi dell’intolleranza al lattosio: vomito, diarrea (anche con sangue quando c’è un danno alla mucosa intestinale), scarsa crescita del bambino, dermatite atopica e anemia.

In molti si chiedono “perché si è intolleranti al lattosio?”. L’intolleranza al lattosio (ovvero lo zucchero presente nel latte) è semplicemente la mancanza di un enzima chiamato lattasi, deputato alla digestione del lattosio.
Quando la lattasi viene a mancare, l’organismo non riesce a svolgere la digestione, provocando le conseguenze già indicate.

Non si può prevedere un’intolleranza al lattosio nel bambino, ma si può cercare di prevenirla. Vediamo come.

L’intolleranza al lattosio può iniziare a manifestarsi nel bambino in più modi. Quando il neonato viene nutrito con latte artificiale (essendo ricco di proteine di latte vaccino) l’intolleranza al lattosio può iniziare a manifestarsi già dal secondo mese. Diverso è il caso con l’allattamento al seno, dove l’intolleranza potrebbe presentarsi in due modi: se la mamma durante l’allattamento mangia alimenti contenenti lattosio o quando, iniziato lo svezzamento, si passa al latte artificiale.

Cosa fare in questi casi? Nel caso in cui è la mamma ad allattare il piccolo il problema è più semplice da risolvere. Basterà che eviti di mangiare, latticini, latte e uova per tutta la durata dell’allattamento, che è preferibile non avvenga prima del sesto mese del bambino.
Durante l’allattamento, infatti, la dieta alimentare di ogni mamma, influisce sul latte materno dato al bambino. 

Poi, quando arriva il momento dello svezzamento, il nostro consiglio è di fare un’indagine sull’esistenza di altre intolleranze nel bambino e tentare di introdurre nella dieta del piccolo alimenti nuovi. Tenendo sempre presente gli alimenti che l’organismo del bambino riesce a tollerare

L’intolleranza al lattosio è sicuramente una delle intolleranze che comportano una serie di inconvenienti e una serie di rinunce alimentari purtroppo inevitabili.

Fortunatamente, però, anche davanti ad un’intolleranza così forte sono stati presi una serie di provvedimenti. Tra i più comuni ci sono la produzione di latte di soia o latte ad alta digeribilità, presente nelle marche più comuni e nelle stesse versioni del latte di vaccino: parzialmente scremato, scremato, vitaminizzato e a lunga conservazione. Queste sono tipologie di latte in cui il lattosio viene scomposto in due zuccheri più facili da digerire.

Quando spesso ci troviamo davanti ad un bel gelato non è sempre facile resistere alla tentazione. Ma non è il caso di perdersi d’animo, perché molte volte le gelaterie più fornite, hanno gelati senza lattosio, perché prodotti con un sostituto del latte. Il nostro consiglio? Chiedere e informarsi sempre sugli ingredienti contenuti e dopodiché…gustare un enorme gelato!  

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