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Quando un imprenditore fallisce come amministratore perché accusato di un reato mai commesso, non ha alcun ammortizzatore sociale cui far riferimento per superare il momento di crisi. Come comportarsi in questi casi? A chi rivolgersi per far valere il proprio punto di vista?

Questo è quanto riferito da Paolo Landi, imprenditore fin da ragazzo che, da un giorno all’altro, si è trovato nella spiacevole condizione di dover affrontare una serie di procedimenti giudiziari senza avere alcuna colpa.

Un altro drammatico racconto posto sotto i riflettori di Voci dalla Notte, il programma di attualità in onda su Arturo. Condotto dalla giornalista Didi Leoni, Voci dalla Notte pone in primo piano le problematiche sociali ed economiche legate alla crisi del nostro Paese, ascoltando il punto di vista di piccoli e medi imprenditori e di quelle voci che, talvolta, restano prive della giusta considerazione.

Quella di Paolo Landi è la storia di un’impresa, Ondaelle (Bologna), che con il passare degli anni è diventata un vero e proprio impero fondato su materiali e accessori di telefonia. Un’impresa in continua crescita nonostante l’andamento altalenante del mercato, ma che ha recentemente subito un duro colpo sulla base di esclusive presunzioni.

Tutto inizia con l’irruzione della Guardia Finanza in casa dell’imprenditore bolognese Paolo Landi per una perquisizione. Da quel momento comincia un vero e proprio calvario, non solo per l’imprenditore ma anche per la sua famiglia. Le accuse a lui rivolte sono state di associazione per delinquere di stampo mafioso e frode carosello. Il tutto per aver emesso una fattura pro forma (ovvero un fax) rimasta per troppo tempo sulla scrivania di un cliente dichiaratosi “esportatore abituale”.

Per frode carosello si intende un meccanismo fraudolento dell’Iva attuato mediante vari passaggi di beni in genere provenienti ufficialmente da un Paese dell’Unione Europea, al termine del quale l’impresa italiana acquirente detrae l’Iva nonostante il venditore compiacente non l’abbia mai versata. Un’operazione illecita che Paolo Landi non ha mai eseguito, ma per cui ha dovuto, ingiustamente, pagare le conseguenze.

Accuse gravi e indebite che fanno cadere l’imprenditore bolognese in una spirale di procedimenti giudiziari e, soprattutto, di imbarazzi per un reato mai commesso. Seguono, poi, varie vicende, compresa una multa da 2 milioni di euro, pignoramenti e mancati crediti, che hanno condotto l’impresa Ondaelle sulla strada del fallimento.

Ma Paolo Landi non si è arreso e ha deciso di mettersi di nuovo in gioco in un’altra attività, completamente diversa dalla precedente, in cui è tornato ad investire speranze e coraggio.

Non sono certo la determinazione e la voglia di fare a mancare a Paolo Landi, come anche ad altri piccoli e medi imprenditori costretti, troppo spesso, a pagare le conseguenze di azioni che non hanno mai commesso. Qual è, allora, il senso di un accanimento del genere?

Non perdete le altre puntate di Voci dalla Notte, racconti di italiani che continuano a resistere alla crisi, cercando di far ascoltare il loro punto di vista, in attesa di veder sorgere una nuova alba.   

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