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Se Parigi dovesse cambiare nome, si chiamerebbe Piaf…

Sono queste le parole che la meravigliosa Marlene Dietrich ha pronunciato nel raccontare l’amica Édith Piaf, cantautrice francese che ha lasciato il segno con la sua ugola da “passerotto”.

Divina interprete del mondo realista, Édith Piaf muore il 10 ottobre del 1963 lontana dalla sua città; ma il suo desiderio era morire a Parigi, e così, nella notte, l’ultimo marito la riporta nella sua Parigi dove, la mattina dell’11 ottobre, viene annunciata la sua scomparsa. Avrebbe compiuto 48 anni due mesi dopo.
Una folla di cittadini, amici, collaboratori, artisti, amanti, gente comune, gente di strada, si accalca per dare l’ultimo saluto al suo passerotto.

Édith Piaf non era una semplice cantantautrice, ma un vero e proprio emblema per la Francia e per chiunque ascoltava il suo canto di speranza. Èdith Piaf con le sue parole, accompagnate da note che ancora risuonano tra le strade di Parigi, ha anticipato il senso di ribellione e l’inquietudine che contraddistinse diversi intellettuali della rive gauche del tempo.

immagine di Édith Piaf

Un’artista degna di essere omaggiata, in occasione del 50° anniversario della morte, con un libro del giornalista David Lelait-Helo, il biografo delle dive. 

Il libro Édith Piaf – La biografia, pubblicato in Italia dalle edizioni Lindau, è uscito in Italia in contemporanea con la riedizione francese, e ci svela la prima delle leggende legate alla vita della Piaf, quella della data della sua morte.

Il libro prosegue poi rievocando tutte le tappe di una vita vissuta intensamente, fino alla fine, consacrata alla musica e al canto, perché Édith Piaf voleva solo cantare, da quando aveva cominciato, bambina, con il padre, artista di strada.

immagine di Édith Piaf

Dalle strade di Parigi, alle bettole, ai postriboli, ai locali più eleganti ed esclusivi del mondo; una vita straordinariamente ricca e feconda ne ha fatto la cantante ancora oggi più famosa di Francia, musa ispiratrice di moltissimi compositori, compositrice essa stessa, scopritrice di numerosi giovani talenti – per citarne alcuni, Yves Montand, Charles Aznavour, Eddie Constantine -, attrice di cinema e teatro.

Una carriera folgorante e una vita consumata tra eccessi, alcol e droghe, povertà estrema e ricchezza sperperata, amicizie (tra tutte quella fraterna con Marlene Dietrich) e amori vissuti senza risparmio, lutti (la figlia morta ad appena due anni; il suo amore più grande vittima di un incidente aereo; il suo primo impresario assassinato in circostanze misteriose…) dolori, sofferenze, tre incidenti d’auto, la malattia che l’ha consumata; un carattere difficile, passionale, dispotico, generoso; due mariti, moltissimi gli amanti e gli amori travolgenti, Édith non poteva star sola ed era felice solo quando era innamorata.

immagine di Édith Piaf e Yves Montand

Una vita come un romanzo, raccontata – tra tanti aneddoti, episodi inediti e testimonianze originali – con uno stile brillante e coinvolgente che farà appasionare il lettore e amare il passerotto (piaf, in argot) di Parigi e con lei cantare Non, je ne regrette rien…, non rimpiango nulla.

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