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L’attenzione ai problemi di attualità sociale continua ad essere un argomento vivo, di discussione e d’interesse nel programma Tanto per cambiare.

Un interesse forte e sentito in una società che necessita sempre più di essere informata su molte realtà presenti all’interno del nostro Paese.

Giulia Marrone ha voluto approfondire il tema della detenzione in Italia con Patrizia Costantini, una donna che ormai da qualche anno porta avanti, un forte impegno per migliorare le condizioni dei detenuti del carcere di Spoleto.

Una vita quella di Patrizia Costantini vissuta tra un passato di detenzione e un presente dedicato all’ impegno per migliorare le condizioni dei carcerati. Un desiderio che sta riuscendo a realizzare grazie all’associazione I miei tempi, di cui lei è oggi il presidente.

Patrizia Costantini racconta nel video qui sopra la sua esperienza passata e presente per focalizzare uno sguardo particolare sulla condizione dei detenuti.
Una condizione che spesso viene trascurata, ignorando il fatto che anche i detenuti hanno una loro voce e il diritto di farla sentire.

La casa di reclusione di Spoleto, ospita tra i 700 e gli 800 detenuti. Persone che molto spesso si trovano davanti a difficoltà non solo all’interno del carcere ma anche nel momento in cui hanno la possibilità di lasciarlo.

L’associazione I miei tempi, in comunione con il comune di Spoleto e la cooperativa Il cerchio, mette a disposizione un servizio che prevede l’uso di un appartamento per tutti i carcerati in libertà provvisoria grazie all’articolo 21 o a vari permessi premi. Ma non solo, perché questo appartamento è adibito anche ad ospitare i familiari dei detenuti, che molte volte non si trovano nelle condizioni di fermarsi a Spoleto ogni settimana.

L’impegno investito da Patrizia Costantini in questa vicenda deriva direttamente dalla sua personale esperienza in carcere, iniziata nel 1983, quando si trovò lei stessa nella condizione di detenuta per qualche anno.

Una volta finita la detenzione Patrizia sentiva ancora un legame con l’esperienza da poco trascorsa. Un sentimento che avvertiva soprattutto con tutte quelle persone che ancora erano costrette a trascorrere altro tempo in prigione. 

A questo proposito Patrizia Costantini decide di non restare più a guardare e s’impegna in un’associazione capace di aiutare e in particolare comunicare con i detenuti del carcere di Spoleto.

L’associazione I miei tempi nasce con lo scopo di dare delle opportunità. Opportunità di riabilitazione alla vita di tutti i giorni una volta usciti di galera; opportunità di aiutare i detenuti nei loro bisogni pratici come vestiti, lavoro e tanto altro. Non tutti i detenuti, infatti, hanno la possibilità di vestirsi, parlare con qualcuno o comprare quei generi di prima necessità indispensabili nella vita di tutti i giorni. Ed è qui che entra in gioco il lavoro dei volontari. Un gruppo di persone che dedicano anima e corpo nel portare un po’ di umanità tra i detenuti del carcere di Spoleto.

Ma il lavoro dell’associazione I miei tempi non si ferma solamente all’aspetto umanitario, perché il suo impegno riserva una particolare attenzione anche al settore politico-normativo che riguarda le case di reclusione in Italia.

Uno dei problemi delle case di reclusione in Italia è sostanzialmente la mancanza di un serio percorso riabilitativo, che dovrebbe essere seguito dai professionisti competenti a riguardo. Un progetto che aiuti i detenuti a trovare una propria strada nel momento in cui finiscono il loro periodo di detenzione. Un disegno difficile da concretizzare nelle attuali condizioni delle carceri italiane ma che, sicuramente grazie all’impegno de I miei tempi e di tante altre associazioni, si tenterà di realizzare.

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