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Bea Buozzi torna, più contemporanea che mai, con il suo ultimo libro Sesso e Volentieri

Dopo l’indiscusso successo di Beati e Bannati, Amore, tradimenti e vendetta nei gironi di Facebook, torna in libreria Bea Buozzi con un libro dai tratti inconfondibili: Sesso e Volentieri. Un libro che tocca il delicato tasto dei social network, dei possibili incontri in rete come anche della vita reale, fino ad indagare tra le pieghe nascoste del web.

Una carrellata di tipologie umane, maschili e femminili associate all’autentico mondo animale, diventa lo spunto per trattare i rapporti sentimentali in una veste del tutto originale. Un catalogo femminile e maschile contraddistinto da ironia e sagacia, che porterà ad incontrare donne accomunate a passere scopaiole o a cinciallegre prive di scrupoli. Accanto a loro uomini canguri, che saltano di palo in frasca o salmoni destinati a vivere controcorrente.

A farci entrare nel mondo del romanzo una selezione di disegni, presenti all’interno del libro e realizzati dall’artista mantovana Caterina Borghi, che ha giocato con i racconti della scrittrice trasformandoli in tavole dal fondo rosa. Da una delle figure più affascinanti e seguite della rete, una carrellata di storie raccontate in modo graffiante, ironico, disincantato, attraverso personaggi e situazioni tipo della sessualità nell’era di Internet.

Un prontuario per conoscere le fiere dei social network attraverso i rendiconti fatti dagli internauti a Bea Buozzi, donna dall’identità segreta che da anni calamita l’attenzione di migliaia di utenti attraverso il web, raccogliendo confidenze e parlando di seduzione, sentimenti e incontri via chat. Uno zoo di personaggi dove non mancano volti noti, nascosti tra una pagina e l’altra.

Al lettore il gioco di scoprire chi si cela dietro l’animale finito nella rete dell’avatar dalla piuma rosa. Perché se li conosci li eviti, ma soprattutto se li incontri dopo averli letti, imparerai a sorriderci su.

Leggendoli sotto l’ombrellone, la mattina andando al lavoro o la sera prima di dormire. Uno alla volta, o tutti insieme. Per fare trenta. Come i ritratti. Perché se di ventotto ce n’è uno, nel bestiario son già trentuno!

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