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Immancabile come ogni anno arriva il “cinepanettone”, un po’ in anticipo, esce nelle sale il 26 novembre, ma il primo a tentare la scalata al box office è A Natale mi sposo di Paolo Costella.

Dai tempi dei primi e ormai cult “Vacanze di Natale” anni ’80, film che hanno fatto la fortuna dei fratelli Vanzina e poi della coppia Massimo Boldi-Christian De Sica, per tradizione la neve e la settimana bianca sono lo scenario ideale per ambientare avventure tragicomiche e prendere in giro vizi e virtù degli italiani. Si era partiti con Cortina, meta dei vip in pieno boom economico, con le prime mode sugli sci, le signore impellicciate e la borghesia snob che si dava appuntamento negli chalet delle Dolomiti, e la formula di successo per anni è rimasta la stessa, variando location e protagonisti.

 

Nel 2010 il ricco cast composto tra i tanti da Massimo Boldi, Elisabetta Canalis, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli ed Enzo Salvi, si sposta nell’esclusiva Saint Moritz, incantevole posticino incastonato tra laghi e montagne e definito la “metropoli delle Alpi”. Comicità romana un po’ sguaiata, risate alla napoletana e bellezze mozzafiato insieme in situazioni surreali e in un luogo cool, pieno di hotel e negozi di lusso, vita mondana e jet set, dove per chi non pratica sport invernali, nonostante i 350 km di piste, ci sono molte alternative enogastronomiche e di puro relax.

In “A Natale mi sposo” torna la commedia degli equivoci, mini-gag e storie dei personaggi che s’intrecceranno tra loro: amori, tradimenti e stavolta soprattutto matrimoni. La trama resta fino all’ultimo top secret, ma si sa che Elisabetta Canalis è una wedding-planner, e Nancy Brilli, moglie di Salemme, ha una figlia in procinto di nozze che incontra all’improvviso il figlio di Boldi: saranno guai.

 

Molte scene sono state girate in Italia per scarsità di neve e Saint Moritz ha traslocato a Campo Imperatore e a Castel Del Monte, dove sono stati già girati film come “Il deserto dei tartari”, “Amici miei atto II” e il recente “The American” con George Clooney. Tra un ciak sulle piste di Fonte Vetica, ai piedi di Monte Camicia e “il piccolo Tibet” d’Abruzzo, il set è passato anche a Roma, per le stradine e i ristoranti eleganti di Trastevere. Vedremo se sul grande schermo le nostre nevi sembreranno la Svizzera più in.

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